Le chiese

d

- Madonnella del Giglio

- Duomo di Sant'Ermete

- Chiesetta della Trinità, costituita da un unico ambiente con copertura a volta, presenta sopra l'altare una pala settecentesca raffigurante la Madonna del Carmelo e la Trinità con ai lati affrescati due santi fondatori dell'ordine dei Carmelitani.

- Eremo di Poggio Conte o della Chiusa dell'Armine o Romitorio di San Colombano[8][9][10], dipendente dal Monastero di San Colombano di Castro (distrutto assieme alla città). Documentato in un atto del giugno del 1027 fra Ugone conte di Castro e figlio di Cadulo e l'abate Giovanni di San Colombano, in esso si cita il monastero dedicato a San Colombano di Bobbio, posto vicino al fiume Armino (oggi fiume Fiora). Presenta due locali, il primo dei quali ha una cupola sorretta da pilastri ed è ricco di disegni immaginari, floreali e sessuali; questi elementi, uniti al triangolo equilatero disegnato su una colonna nonché all'orientamento Est-Ovest del locale e alla ricezione della luce soltanto da una monofora posta sull'abside, hanno portato a teorizzare, tra l'altro, la matrice templare del sito. Sono visibili, sotto la cupola, le nicchie che contenevano tredici pale raffiguranti gli apostoli e Gesù frutto di un intervento successivo alla costruzione originale; trafugate tutte nel 1964, sei di esse sono state recuperate e ora custodite nel Museo civico archeologico di Ischia di Castro[11]. L'eremo sorge in una sorta di anfiteatro naturale particolarmente suggestivo anche per la presenza di un'alta cascatella, e, grazie alla sua notevole acustica, ben si presta all'esecuzione delle manifestazioni musicali che l'Amministrazione comunale ormai abitualmente vi organizza in estate.

- Eremo di Ripatonna Cicognina o della Chiusa del Vescovo, composto da 3 piani ricavati sul fronte roccioso a strapiombo sul fiume Olpeta (affluente del fiume Fiora) presenta una planimetria complessa tra ballatoi, stanze ricavate nella roccia, cisterne e cavità diffuse. All'interno è riconoscibile la chiesa con abside e presbiterio, decorata da affreschi di scuola senese del XV secolo[12]. L'eremo venne dettagliatamente descritto da Beneddetto Zucchi nella relazione sullo stato del Ducato di Castro inviata ai Farnese nel 1630: "...vi è un romitorio chiamato Ripatogno Cicognina, piantato alla sponda di detto fiume Olpita di sopra e piantato sul tufo di detta ripa e lontano da Castro poco più di un miglio, luogo di bellissima vista, con comodità di fontana e di terreno da farvi orto a proposito per tale effetto, con dentro la Chiesa consacrata...

- Convento delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, uno degli attuali undici monasteri italiani del relativo Ordine di clausura, è il luogo in cui la monaca Maria Maddalena dell'Incarnazione, al secolo Caterina Sordini, nel febbraio del 1789 avrebbe avuto la visione di Gesù che le chiedeva di istituire l'opera delle adoratrici dell'Eucarestia[14], compito che portò a termine fondando nel 1807 l'Ordine delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento. In questo convento sarebbe accaduto, nel giorno del Corpus Domini del 1802, il "miracolo della moltiplicazione del pane".

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