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Aree tematiche
Turismo

Tra i monumenti da vedere:

il Duomo: la parrocchiale è così grande che sembra incastonata per forza nel piccolo borgo. Vi sono conservate opere importanti tra cui due amboni costituiti da due plutei.

Palazzo Farnese: l'antica rocca fu rimaneggiata e modificata da Pier Luigi Farnese, duca di Castro, nel 1540.

Chiesa di S. Rocco: nell'edificio in stile romanico sono visibili affreschi del XIV - XVI sec.

Santuario della Madonna del Giglio.


Museo Civico, vi è allestita una ricca esposizione di vari reperti archeologici della vicina necropoli, fra cui alcuni vasi preistorici, preziose e raffinate sculture del VI sec. a.C. e vari reperti della città distrutta di Castro.
Orario: 8.00, 20.00, festivi 8.00, 14.00, chiuso lunedì. Tel 0761- 425400.

Castro
: Nel 1537 Paolo III Farnese costituì il ducato di Castro affidandolo al figlio Pier Luigi, la cui capitale fu Castro.
La città venne costruita secondo una precisa pianificazione urbanistica, progettata e realizzata da Antonio Sangallo il Giovane, nulla venne trascurato, dalle strade ai meravigliosi palazzi, dalle botteghe agli alberghi, un acquedotto ed un sofisticato sistema fognario.
Quel che appare oggi di Castro è una visione triste. Vedere i resti di antiche colonne, capitelli, pietre scolpite che una volta ornavano i palazzi di una ricca città è commovente.

Come raggiungere le rovine di Castro: arrivati nella zona, seguendo le indicazioni, superate la chiesa sulla sinistra e continuate sulla strada sterrata in salita e fermatevi al primo cancello sulla destra, troverete un passo per entrare nel prato. Seguite il camminamento ed entrate nel boschetto dove troverete sparse le rovine di Castro.
La vicina necropoli
etrusca ospita molte tombe del VI sec. a.C., alcune delle quali di notevole importanza come "la tomba a semidado" e "la tomba della biga", così chiamata per la biga rinvenuta nel suo interno. Lungo la sponda del fiume Olpeta si può percorrere una antica strada etrusca scavata nel tufo le cui pareti raggiungono i 20 metri di altezza.


Eremi medievali di Poggio Conte e Chiusa del Vescovo:
addossati alle cavità delle rupi, una volta abitate da monaci ed eremiti. La zona è resa particolarmente suggestiva dalla fitta macchia mediterranea che ricopre le profondi gole dove scorre il fiume. Gli Eremi erano siti abitati anticamente e riadattati nel medioevo da monaci ed eremiti. Spesso si trattava di antichi luoghi di culto o caverne naturali in prossimità di corsi d'acqua.

L'Eremo di Poggio Conte, ricavato all'interno di un costone di tufo che cala su una suggestiva valle, è particolarmente ricco di forme artistiche, incisioni, colonne e capitelli scolpiti nel tufo e pitture che dimostrano quanto fosse importante e diffuso il monachesimo nel XIII sec. All'interno, strutturato come una vera chiesa, vi erano dipinte le figure degli apostoli e nel centro quella di Cristo. Sei lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati nel 1964 e fortunatamente recuperati nel 1965. Sono oggi conservati al Museo di Iscia di Castro.
Altri sette di questi lastroni dipinti sembra si trovino ancora presso un collezionista. Benché le immagini rimaste siano particolarmente sbiadite trasmettono una forte suggestione. L'Eremo si trova in
Loc. Chiusa delle Armine. Altri Eremi altrettanto suggestivi si trovano nelle campagne di Ischia.
Per visite accompagnate, Tel. 0761- 425089.

Itinerari Circostanti
Riserva Naturale del Lamone:
per visite accompagnate rivolgersi al Museo di Ischia, Tel. 0761-425089
Museo Civico, Farnese:
Museo del Castello Farnese: Valentano
Necropoli etrusche di Vulci, Montalto
Museo Nazionale e Castello dell'Abbadia, Montalto di Castro

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